“IL PONTE DI SAN GIOVANNI ALL’ ELBA”

Salve a tutti, sono David e per la seconda volta provo a raccontare cosa è successo all’isola d’Elba alla fine di giugno.
Quest’anno, i fiorentini grazie al calendario favorevole hanno potuto avere a disposizione quattro giorni di vacanza per il ponte di San Giovanni e di conseguenza i capi dell’Okeanos non si sono lasciati scappare l’occasione di organizzare  a Marciana Marina un fine settimana lungo.

Tutto è iniziato giovedì 24 giugno alle 7,00 davanti a Iliopesca, dove il gruppo si è ritrovato e dopo aver organizzato le macchine e fatta colazione siamo partiti alla volta di Piombino.
Che sarebbe stata una vacanza ”particolare” lo abbiamo capito subito, perché Chiara (la maestra) appena entrata nel bar ha esclamato: ”oh guarda quante olive “ riferendosi ad un vaso pieno di limoni; se il buondì si vede dal mattino………
Arrivati a Piombino ci siamo ritrovati con altri amici che erano arrivati per contro proprio e una volta imbarcati abbiamo sbrigato le formalità organizzative e subito dopo Chiara (sempre lei) e Lionello hanno iniziato con i gavettoni.
Una volta sbarcati e arrivati a Marciana siamo andati in albergo a sistemare gli effetti personali e poi subito al diving ad organizzare le immersioni .
Non ero mai stato a Marciana e devo dire che mi ha piacevolmente colpito; una parte del paese vecchio (chiamato cotone) è costruito con case una sopra l’altra affacciate su una piccola insenatura, con le barche dei pescatori tirate in secca e ormeggiate sulla terra ferma a ricordare i paesini delle cinque terre. Visitato a mezzanotte come l’abbiamo visto noi con la luna piena è anche estremamente romantico. Il resto del paese si sviluppa sul lungo mare con i classici negozi e con piccole viuzze interne che ogni tanto si aprono su piazzette estremamente carine.
L’albergo in cui alloggiavamo ci ha avuto come ospiti solo a dormire e la mattina per colazione, in quanto la maggior parte della giornata la passavamo in acqua o al diving.
L’Elba Diving Center pur rimanendo vicino al mare è appena fuori dal paese, in un posto tranquillo con molto spazio verde utile sia per il relax, sia come spazio giochi per i bambini. Dispone naturalmente di un’ampio spazio per il lavaggio dell’attrezzatura, aule per la didattica (un po’ calde!) ed ha un furgone molto capiente per trasportare tutte le attrezzature dal diving alle barche, ma soprattutto la gestione è affidata a persone in gamba.
La prima immersione in programma giovedì pomeriggio ha visto il nutrito gruppo spostarsi con i propri mezzi a Pomonte, per una immersione sul relitto ad una profondità di 13m , partendo da riva. Formato un unico gruppo tra open e più esperti, ci siamo immersi sotto la supervisione degli istruttori fiorentini: Maurino, Chiara, Mauro G. e Paolo. Non essendo un’ immersione difficile tutti l’hanno potuta fare tranquillamente, ed anche chi non si immergeva da tempo l'ha trovata utile per riprendere confidenza con l'acqua.
Giovedì notte invece in programma c’era una notturna che però ha visto partecipare solo i sub più esperti, è stata un immersione carina, fatta poco fuori il porto di Marciana,  a Punta della Madonna aspettando in barca il tramonto. 
Usciti dall’acqua il pensiero comune era per la cena e dopo aver fatto una doccia record (3 persone in 11 min.) ci siamo letteralmente catapultati al ristorante dove abbiamo iniziato a mangiare il pesce lasciatoci dai nostri cari compagni che non avevano fatto l'immersione.
Venerdì 25 due immersioni: mattina e pomeriggio. La mattina siamo tornati dove avevamo fatto la notturna ma scendendo decisamente più profondi, mentre il pomeriggio ci siamo immersi alla Secca della Zanca, dopo capo sant’Andrea.
Nell’ intervallo tra le due immersioni siamo stati a trovare Lidia e Asia, moglie e figlia di Nicola, un carissimo amico che questa volta non è potuto essere dei nostri.
Nelle pause tra le immersioni ognuno faceva cose diverse, personalmente un po’ di sole, poco mangiare, qualche chiacchera pseudo seria e la sera aperitivo.
Per sabato 26 era stato organizzato un full-day alle secche di Pianosa, una vera chicca, anche se fino a venerdì pomeriggio non ne eravamo sicuri per colpa di un vento un po’ troppo fastidioso. Sabato mattina invece la giornata è stata OK e siamo partiti in 8: Mauro, Chiara, Paolo, Massimo, Leonardo, Lionello, Paolo Di M. ed io.
Le due immersioni sono state molto belle anche se c’è stato il brivido del salto nel blù. Vi chiederete cos’è questo salto? E’ stato l’ inizio della seconda immersione che doveva cominciare con la discesa lungo la catena dell’ancora che doveva trovarsi adagiata sul cappello della secca a 28 metri. Quasi tutti arrivati a 28m hanno visto l’ancora libera nel blù e prima di ricominciare a salire qualcuno è arrivato a quasi –40. Solamente Mauro, Chiara e Massimo hanno capito subito la situazione e sono risaliti in barca. Era successo che nel punto della seconda immersione l’ancora ha scarrocciato e la barca si è mossa senza che nessuno naturalmente se ne accorgesse. Appena tutti siamo tornati in barca il capitano Angelo ci ha riportato nel punto d’immersione corretto e siamo tornati giù.
Dopo le due immersioni, pranzo con insalata di riso, schiacciata con mortadella e finocchiona , pesche e cocomero.
Siamo tornati a Marciana a metà pomeriggio ed abbiamo avuto così tutto il tempo di farsi belli per l’ultimo aperitivo della vacanza e per la grigliata al diving con rosticciana, salsicce, pancetta, bruschetta al pomodoro e cocomero.
Terminata la cena in una sala del diving abbiamo visto i filmati sub girati da Mauro e Paolo; purtroppo la sala si è pian piano svuotata a causa del gran caldo e della voglia dei più giovani di andare a ballare.
Anche qualche vecchio si è dovuto cimentare nell’arte ballerina con risultati decisamente scadenti che per fortuna di tutti sono durati solo per poco tempo.
Siamo arrivati così a domenica, l’ultimo giorno di vacanza, con in programma un’unica immersione la mattina per permettere a tutti di sistemare l’attrezzatura e preparare con calma i bagagli.
Nonostante le ore piccole dei più temerari, dopo solo 5 ore di sonno, erano già pronti per l’immersione da farsi allo scoglio della nave all’Enfola. Siamo andati anche a curiosare dentro le nasse che Angelo aveva calato in mare per la pesca dei polpi e terminata l’immersione, appena risaliti in barca la dottoressa Chiara era triste perché gli occhi del polpo che ha visto nella nassa erano malinconici. Subito presa in giro da tutti che vedevano il polpo sotto un altro occhio, molto più gastronomica che scientifico.
Ridendo e scherzando siamo arrivati all’ora di lasciare Marciana per far ritorno a casa e, un velo di malinconia è calato su chi vi scrive, perché anche in questa breve vacanza ha trovato e conosciuto persone speciali.

GRAZIE A David Donnini :-)